Sì Bonino, NO BAMBINO: una radical-chic al Quirinale?

Chi pensa ad oggi che la Bonino possa essere una buona rappresentanza per il Quirinale, si sbaglia. Per esordire alla Guareschi potremmo quasi dire: “Chi vota Bonino, si scava la tomba!”

Qui non si tratta di votare materialmente, ma sappiamo che anche i consensi e il peso mediatico fanno la loro parte.

Quindi cerchiamo di capire: chi è Emma Bonino?

Nasce a Bra (in provincia di Cuneo) nel marzo del ’48, non si è mai sposata, né tanto meno ha mai avuto figi e, da vera radical-chic quale è, si laureò nel ’72 in in Lingue e letteratura moderna all’Università Bocconi di Milano. Da lì in poi però i suoi interessi sembrano aver preso tutta un’altra piega rispetto alla lingue e alla letteratura moderna!

Nel 1975 infatti, fondò il CISA (Centro Informazione Sterilizzazione e Aborto) che più che per le persone, in particolare le donne, sembrava essere fondato per animali, visto che fino ad allora si sterilizzavano solo gli animali! Dopo aver condotto una buona campagna pubblicitaria ed essersi fatta conoscere sulla piazza, nel 1976, soltanto un anno dopo la fondazione di questo centro, entrò alla Camera dei Deputati. Fu poi eletta nuovamente in tutte le successive legislature fino al 1994. Alla faccia della capacità della politica del cambiamento e del dare spazio ad altre persone ed a idee nuove.

Proprio loro, poi, così “radicali”, finirono per radicarsi così tanto nelle stanze dei bottoni e lì fecero i loro interessi. Uno dei tanti?! Il più facilmente smascherabile?! La Legge n°194 del 1978.

Gli esordi della leader radicale furono a base di aborti clandestini praticati a migliaia: 10.141 tra il febbraio e la fine di dicembre del 1975, secondo quanto da lei affermato, usava selvaggiamente una pompa di bicicletta per aspirare il corpo di questi feti e poi li riponeva in vasi acquistati in un negozio di sanitari. Questo atto, illegale, costò l’arresto ad alcuni suoi compagni ma non a lei che, dopo essersi autodenunciata, scappò per Parigi, prima e poi verso una meta ancora più sicura: il Parlamento italiano.

Nel 2006, pensate, venne eletta Ministro per il Commercio Internazionale e le Politiche Europee nel governo Prodi II, mi auguro almeno abbia compreso, a quell’epoca, di cosa si trattasse, visto che la sua formazione era di tutt’altro genere.

Nel 2008 fu Vice-Presidente del Senato e ora che i radicali, almeno formalmente, non esistono più in rappresentanza parlamentare che cosa ci viene proposto? La sua elezione al Quirinale.

Chi pensa che la Bonino possa essere una buona rappresentante degli italiani, si sbaglia, non conosce bene la sua vita, i suoi trascorsi, tutti documentati.

Una carriera tutta in discesa, come si evince dai tempi, ad oggi ci sono giovani che usciti dalla università non hanno la prospettiva di accalappiare voti per poter modificare le leggi a proprio vantaggio, ma semplicemente desidererebbero un lavoro, perché allora farci rappresentare da una donna simile?

VV

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