“Il modo ha bisogno di ostetriche ora più che mai”

Questo slogan apre la Giornata Internazionale dell’Ostetrica, indetta dall’ ICM (International Confederation Midwives),  che si celebrerà Domenica 5 maggio.

In tutto il mondo le ostetriche organizzeranno eventi (convegni, mostre fotografiche, concorsi etc…) per ribadire il loro impegno nella cura della gravidanza e la nascita, che sempre più viene visto come un evento da controllare, dominare e medicalizzare tanto da renderlo sempre meno naturale.

Le ostetriche, come l’etimologia del verbo latino OB-STARE ci suggerisce, stanno davanti alla donna,  per accogliere il loro bambino ma anche per saper guardare negli occhi.

Le ostetriche sono quelle professioniste della salute che si occupano, come specialiste laureate in un percorso universitario triennale fatto di molta teoria e altrettanta pratica,  della fisiologia della gravidanza nel percorso nascita, in piena autonomia, della gravidanza e parto “a basso rischio” e del puerperio fisiologico.

La figura dell’ostetrica è riconosciuta in tutto il mondo, regolamentata dalla Federazione Nazionale delle Ostetriche che si concretizza in Collegi territoriali, organi di controllo e di formazione, e regolata da apposito profilo professionale e codice deontologico.

Oltre ad aiutare a far nascere bambini, le ostetriche si occupano di condurre corsi di educazione alla nascita e dopo parto ma anche di veri e propri corsi di accompagnamento alla menopausa. Sono coinvolte nell’educazione all’affettività nelle scuole e dell’educazione alla sessualità e sono punto cruciale nella campagna dello screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (eseguono pap-test in autonomia). Sono garanti, e ci auguriamo lo siano sempre di più, di una continuità assistenziale fra territorio, ospedale e viceversa in qualità di figura professionale  di riferimento dell’intero percorso assistenziale all’interno del gruppo multidisciplinare.

A tutt’oggi il ruolo dell’ostetrica è molto minato, soprattutto in Occidente.

In alcuni casi il ruolo dell’ostetrica è stato completamente assorbito dal ginecologo libero professionista; in altri diverse figure non riconosciute da apposito profilo professionale e decreto ministeriale, senza una formazione universalizzabile e non regolata e determinata dal Ministero dell’Istruzione, come la Doula, si propongono in sostituzione dell’ostetrica nel condurre corsi pre-parto, nell’accompagnamento al parto e in consulenze per l’allattamento.

Ma l’ostetrica non teme questo,  la vana gloria non le interessa tanto meno la supremazia professionale. Lei sa che il lavoro da fare è ancora molto e talvolta stanca, china il capo, ma non in segno di sconfitta….attende….fino alla prossima lacrima di una donna che sta partorendo e al prossimo primo vagito di un bimbo che sta nascendo.

Concludo con una poesia, s’intitola “L’ostetrica”.

VV

L’ostetrica:

A chi e per chi,
La vita la vede nascere
In ogni suo giorno,
in tante vite;
tra pianti e grida di dolore,
spalanca la porta alla gioia
ogni volta, per la prima volta,
a quella nuova vita
figlia della vita.
Scene vere che disegnano il suo viso,
segnando il corpo e colorando il suo cuore,
la fanno uguale
dinanzi a ogni dolore,

e lei che per prima, madre è di ogni gioia,
ama tutte quelle vite più della sua stessa,
perché il buono si sa,
ovunque si distingue.

(Fernando)

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