Sì alla famiglia: non c’è più bel modo per dire “sì alla vita”

Torino, 1/12/2013- “Sì alla famiglia”url

….si comincia così per terminare l’ultimo mese dell’anno e incominciarne uno nuovo.

Un bel convegno per parlare delle ragioni che muovono molte persone su ciò che più o meno consapevolmente ci sta circondando e ci circonda ogni giorno. Mina la nostra natura e minaccia la nostra libertà di espressione a favore di un’ideologia: l’ideologia gender.

1482812_10202651070061106_169348865_n_FotorMolti sono stati gli interventi di persone illustri, numerose le associazioni che hanno dato il loro contributo.

Tante le riflessioni e le considerazioni.

Altrettanti gli abbracci e i saluti. Un convegno, una festa.

Guardate la locandina dell’evento qui a destra.locandina

Una vera e propria spinta culturale per tutti i partecipanti per dare forza a scelte controcorrenti, spesso osteggiate dai più, per non sentirsi mosche bianche ma riflettere su quanto sia importante difendere la FAMIGLIA, per salvaguardare noi stessi e la nostra libertà.

Così cita il manifesto dell’associazione “Sì alla famiglia” (ecco il sito: http://www.siallafamiglia.it/)

” Sì all’accoglienza rispettosa delle persone omosessuali, evitando ogni marchio di ingiusta discriminazione e colpendo severamente chi si macchia di atti di violenza, chi minaccia, chi insulta le persone omosessuali

No a una legge contro l’omofobia che non si limita a incriminare e punire minacce, insulti e violenze contro gli omosessuali – il che, assolutamente giusto, è già previsto dalle leggi in vigore – ma inventa unreato di opinione che punisce con la reclusione, fino a un anno e sei mesi, chi propaganda «idee discriminatorie fondate sull’omofobia». Non vogliamo che vada in galera chi, per esempio, ripete con ilCatechismo della Chiesa Cattolica che gli atti omosessuali sono «contrari alla legge naturale» e «in nessun caso possono essere approvati».

 a campagne serie di prevenzione e repressione del bullismo nelle scuole e di ogni aggressione fisica o verbale rivolta contro chi è «diverso», si tratti di allievi ritenuti a torto o a ragione omosessuali, di disabili, di cristiani in classi dove nessuno va in chiesa, di immigrati

No all’indottrinamento obbligatorio all’ideologia del gender, secondo la quale uomini o donne non si nasce ma si diventa e, liberandosi dai «condizionamenti» dell’anatomia, ogni ragazzo o ragazza sarebbe chiamato a scegliere liberamente se vuole essere uomo o donna – e no, certamente, a iniziative grottesche come quelle che, per non offendere vere o presunte sensibilità omosessuali, in diverse città italiane aboliscono la Festa della Mamma o la Festa del Papà, o sostituiscono «padre» e «madre» con «genitore 1» e «genitore 2» e simili

 alla promozione della famiglia formata da un uomo e da una donna, trascurata da troppo tempo e da troppi governi, anche attraverso l’introduzione di un fisco che sia davvero a misura di famiglia

No al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, né come «matrimonio», perché il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna, né come «unioni civili» perché, in tut

No all’adozione da parte di coppie omosessuali. Non mettiamo in dubbio che queste coppie possano desiderare di adottare un bambino e credere sinceramente di poter essere buoni genitori. Ma siamo convinti che, per crescere con l’indispensabile consapevolezza di quanto bella e ricca sia la differenza fra l’uomo e la donna, ogni bambino abbia bisogno di un papà e di una mamma. A chi obietta che è meglio per tanti bambini essere adottati da coppie omosessuali che restare in orfanatrofio, rispondiamo che migliaia di coppie formate da un uomo e da una donna sono in lista di attesa, e molte non arriveranno mai all’adozione, a causa della macchinosità delle leggi e delle procedure.ti i Paesi dove le unioni civili sono state introdotte, non si è mai trattato di alternative ma solo di battistrada per preparare il passaggio al «matrimonio» omosessuale. Non è vero che il «matrimonio» omosessuale non danneggia nessuno: la presenza di più modelli alternativi di famiglia danneggia la famiglia, che mai come oggi ha invece bisogno di essere preservata e difesa. E non è vero che i cristiani cercano d’imporre un loro modello agli altri: come recita anche l’articolo 29 della Costituzione italiana, quello della famiglia come «società naturale» è un modello ampiamente condiviso, che deriva appunto dalla legge naturale e non da norme specificamente religiose.

Sì a un riesame delle norme sull’adozione, il quale eviti le interminabili lungaggini burocratiche che impediscono a molte coppie formate da un uomo e da una donna di adottare, come vorrebbero, un bambino

No all’adozione da parte di coppie omosessuali. Non mettiamo in dubbio che queste coppie possano desiderare di adottare un bambino e credere sinceramente di poter essere buoni genitori. Ma siamo convinti che, per crescere con l’indispensabile consapevolezza di quanto bella e ricca sia la differenza fra l’uomo e la donna, ogni bambino abbia bisogno di un papà e di una mamma. A chi obietta che è meglio per tanti bambini essere adottati da coppie omosessuali che restare in orfanatrofio, rispondiamo che migliaia di coppie formate da un uomo e da una donna sono in lista di attesa, e molte non arriveranno mai all’adozione, a causa della macchinosità delle leggi e delle procedure.”

Insomma sono più lunghi i no dei sì, perchè è giustificando le negazioni che si favorisce il dibattito e il libero pensiero non impedendo di pensare, dire e fare come invece ha intenzione di fare la legge Scalfarotto, quella sul”omofobia, passata alla Camera, che addirittura pensa che tu possa pensare qualcosa che la cultura dominante non vuole e quindi impone punizioni da codice penale solo in base a quello che pensa che pensi!! UH!

1422345_10202651069181084_634181832_n_FotorA noi piace la LIBERTà di pensiero, parola e manifestazione, solo a chi vuole “imporsi con forza” tutto questo disturba.

Dire “Sì alla famiglia” oggi, significa esporsi a grandi “rischi”, dall’ostracismo sociale alla perdita di certi incarichi o di un lavoro.

Non ci scoraggiamo siamo tanti, ed oggi Torino lo ha dimostrato, siamo molti a credere che la famiglia sia il fondamento della società.

Con un bel “Sì alla Famiglia”, non c’è più bel modo per dire “Sì alla Vita”!

V.V

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