come per dirmi: “SOGNA”

Oggi, sempre più, gli attacchi verso i più deboli sono in aumento.

Si parla di discriminazione, si parla di bullismo, si parla di  femminicidio, tutte giuste, nella misura in cui questo avvenga per davvero, anche se però continua a non parlarsi di omicidio dei più piccoli, di aborto.

Si dice che ad oggi, tutti quei vecchi tabù degli anni ’60 siamo caduti, scomparsi, dissolti. Non ci si chiede mai se ne siano comparsi dei nuovi, però.

Parlare di aborto oggi non è solo un tabù, ma è anche un modo per farsi additare dai più come una sorta di pazzo-fuorilegge. Beh, perché è proprio la legge a tutelare un atto che fin dalla notte dei tempi esiste, ma che mai, tranne che in queste società “civili”, è stato non solo autorizzato ma anche tutelato e infine liberalizzato. aborto-feto[1]

“La legge è dura, ma è la legge” un professore del liceo un giorno mi ricordò facendomi una citazione dotta….”Non è vero che la legge è la legge”, risposi io, lui sorrise.

Anche le leggi raziali erano leggi, eppure ad oggi non esiste uomo, rispettoso della vita, che possa affermare che quelle leggi erano leggi e andavo rispettate.

Non dimenticherò mai il sorriso di quel professore alla mia risposta: un sorriso rassegnato, come per dirmi “SOGNA!”.

Non sogno, se non quando dormo, ma vivo, ogni giorno, ringraziando per aver ricevuto, ancora per un ALTRO giorno, il dono più grande: la VITA!

W la Vita.

V.V

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